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Meet & greet con Ares Tavolazzi

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Ai più conosciuto come il bassista degli Area, storica band anni ‘70, e di Francesco Guccini, vanta collaborazioni importanti con diversi artisti che hanno tessuto le fondamenta della musica italiana, e che hanno contribuito a darle prestigio nel mondo.
Sabato 17 febbraio 2018 Ares Tavolazzi sarà, per la prima volta, sul palco del Mumble Rumble (via Loria, 35 – Salerno). Ad accompagnarlo in questo viaggio dal rock progressivo al jazz ci saranno Angelo Napoli, Simone Gallo e Francesco Mansi.

Meet & Greet

Con Ares Tavolazzi

Formazione:

Basso: Ares Tavolazzi
Chitarra: Angelo Napoli
Batteria: Simone Gallo
Voce: Francesco Mansi

Sabato 17 febbraio 2018 ore 21.30

ingresso 5 euro

Ares Tavolazzi – Gli anni ‘70 sono sicuramente stati un periodo di sperimentazioni musicali anche piuttosto estreme; molti gruppi però non sono sopravvissuti a tale periodo e la loro notorietà è andata sfumando con gli anni. Un gruppo come gli Area, però, continua ad essere anche oggi un punto di riferimento per definire il concetto di “innovazione” nell’ambito della musica popolare, e non è certamente un caso se uno dei suoi componenti, Ares Tavolazzi, sia considerato una pietra miliare dai bassisti di ogni età e di ogni estrazione musicale. Dalle ballate dolci-amare di Francesco Guccini alle atmosfere fumose e sofisticate di Paolo Conte, alle improvvisazioni jazz più furiose, l’impronta di Ares è sempre stata chiaramente riconoscibile e, come lui stesso ammette, è il frutto del percorso di ricerca che proprio nel periodo degli Area è iniziato.

Studia violoncello e contrabbasso al Conservatorio di Ferrara.
Inizia la carriera di bassista suonando per la cantante Carmen Villani, nel gruppo beat Avengers (in cui alla batteria c’è un altro ragazzo di Ferrara, Ellade Bandini), con cui incide anche un 45 giri omonimo nel 1965 per la Bluebell (alla voce c’è Carmen Villani), oltre che partecipare a quasi tutti i 45 giri della cantante.
Nel 1969 forma sempre con Ellade Bandini e con il tastierista milanese Vince Tempera il gruppo The Pleasure Machine, con cui incide cinque 45 giri nei tre anni successivi. Con gli stessi musicisti inizia a lavorare come sessionman nelle sale di registrazione milanesi partecipando al disco L’isola non trovata di Francesco Guccini e Terra in bocca de I Giganti; in quest’ultima occasione lega con Enrico Maria Papes.
Dopo lo scioglimento dei The Pleasure Machine, entra nel 1973 al 1983 nel gruppo storico d’avanguardia AREA, rimasto senza bassista dopo la partenza di Patrick Djivas, entrato nella Premiata Forneria Marconi: insieme a Demetrio Stratos, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo, registra oltre 10 LP e partecipa a numerose manifestazioni anche internazionali. Nel medesimo periodo si avvicina alla musica jazz, frequentando l’ambiente jazzistico di New York.
Nel 1978 presterà la sua opera al basso e nei backing vocals per Ufo Robot dell’ex compagno nei Pleasure Machine Vince Tempera [1], e sarà con lui coautore della prima sigla finale della serie, Shooting Star, in cui suonerà anche il basso.
Continua in quegli anni l’attività di session man, suonando in alcuni dischi di artisti quali: Mina, Eugenio Finardi, Paolo Conte e continuando (anche dal vivo a partire dal 1982) la collaborazione con Francesco Guccini. Nel 1982 partecipa al tour italiano dell’orchestra di Gil Evans, con Steve Lacy e Pietro Tonolo. Sempre nel 1982 collabora all’incisione della Rock Opera “Roadissea” (Pubblicata dalla Pelo Record di Ferrara) Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è primo in una speciale classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club.
Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell’anno.
Dal 1990 ad oggi collabora in concerti live e registrazioni discografiche con numerosi musicisti italiani e stranieri, tra i quali: Stefano Cocco Cantini, Sal Nistico, Max Roach, Lee Konitz, Phil Woods, Mau Mau, Massimo Urbani, Enrico Rava, Stefano Bollani, Walter Paoli, Franco D’Andrea, Dado Moroni, Ermanno Maria Signorelli, Enrico Pierannunzi, Roberto Gatto, Danilo Rea, Mike Melillo, Ray Mantilla, Carlo Atti, Paolo Fresu, Tino Tracanna, Gianni Basso, Simone Graziano, Gianluca Petrella, Vinicio Capossela e molti altri.
Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo (di recente Ruth e Il Cantico dei Cantici per la Fondazione Teatro di Pontedera). Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia, insegnando anche in scuole jazz di Milano, Bologna, Ferrara, Rovereto.
Nel 2011 assieme a Paolo Tofani, Patrizio Fariselli e Walter Paoli inizia l’AREA Reunion Tour, riproponendo gli storici brani degli AREA privi di Demetrio Stratos, elemento che non è stato volutamente rimpiazzato. L’intenzione è quella di far sentire la crescita musicale, i singoli percorsi individuali degli elementi e gli inevitabili cambiamenti, più che tentare una rimpatriata nostalgica.


La canzone presenta il tema della musica come forma espressiva completa e come mezzo di rivoluzione e coinvolge tutti i livelli di una persone: la sfera intellettiva, emotiva, psichica. Veicola messaggi sociali, culturali e politici, ponendosi come uno strumento pedagogico e come mezzo di crescita e cultura. Di fatto per gli Area la musica è pensata come la strada che permette di “abolire le differenza fra musica e vita” e come quell’”arma” («il mio mitra è un contrabbasso») col quale combattere contro un ordine sociale ritenuto oppressivo. Riprendendo (forse inconsciamente) quella «libertà è partecipazione» di Gaber, gli Area fanno riferimento ad una luce, quella del coinvolgimento che accende e motiva l’azione («con il suono delle dita si combatte una battaglia / che ci porta della gente che sa amare») e tenta di coinvolgere un pubblico distratto e distante.

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