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Giornata Internazionale per l’aborto libero e legale

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LIBERE DI SCEGLIERE – 28 Settembre
Giornata di azione internazionale per l’autodeterminazione, la libertà di scelta e l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza.

Ore 20.00 – proiezione documentario “Obiezione vostro onore”, a seguire dibattito sulla legge 194/78 e testimonianze.

Ore 21.30 – proiezione del corto “Sex like birth” introduzione al tema della violenza ostetrica e testimonianze a cura del comitato NASCERE A SALERNO.

Anche a Salerno abbiamo deciso di dar vita ad un percorso di condivisione grazie ad uno spazio aperto reale (assemblea pubblica del 22 ed iniziativa del 28 settembre) e ad uno virtuale (raccolta di testimonianze anonime online) in cui far sentire la propria voce e far emergere ogni situazione in cui è stata negata la liberà di autodeterminazione nell’ambito della salute sessuale e riproduttiva e della scelta nella cura (IVG, pillola del giorno dopo, pillola abortiva, violenza ostetrica).
Le libertà, come l’IVG, sono state conquistate attraverso lunghe lotte ma, anno dopo anno, la loro reale applicazione è stata svuotata ed impedita attraverso strumenti aberranti quali l’”obiezione di coscienza” o smantellando e burocratizzando i consultori. La situazione diventa ancora più drammatica per le donne provenienti da altri Paesi che vivono in Italia: discriminate per genere, etnia e condizione lavorativa, spesso isolate e segregate o senza documenti in regola, hanno enormi difficoltà nell’acceso alle informazioni e alle procedure per la contraccezione d’emergenza e all’IVG.

L’altissima percentuale di medici obiettori di coscienza nelle strutture sanitarie pubbliche, a Salerno e nel resto della Campania, dimostra come lo Stato promuova la cultura patriarcale negando, di fatto, la libertà di scelta delle donne che vogliono interrompere la gravidanza.

Questi sono i motivi per cui nasce la rete Non Una Di Meno:
collegare ed estendere le lotte alle forme di violenza patriarcale, eternormativa e statal-capitalista. Queste sono le ragioni per cui è necessario continuare a scendere in strada e lottare in prima persona.

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