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HARDCORE TAMBURO

  • Date:2013-03-16
  • Time:21:30
  • Location: MumbleRumble, Salerno
  •  Info

Satori Comunicazioni / TerreNote & Mumble Rumble presentano

Sabato 16 marzo

Hard Core Tamburo
“Piccola Orchestra Urbana”

In concerto al Mumble Rumble

Apertura porte ore 21.00
Warm up Manuel Grippa

Ingresso € 8,00 Mumble Rumble Arci NuovAssociazione
via Loria 35, Salerno

La tessera Arci Nazionale 2013 la trovi al botteghino al costo ridotto di €5,00.

Hard Core Tamburo

“sentirli sul palco deve essere un’esperienza abbastanza indimenticabile.” IMPATTO SONORO

Hardcore Tamburo è un collettivo aperto di batteristi e percussionisti provenienti dalle principali formazioni dell’Indie italiano con la voce di Gian Maria Accusani (Prozac +, Sick tamburo) che canta in tre lingue diverse. Hardcore Tamburo si esibisce su basi di musica elettronica minimale. Lo strumento di cui ogni musicista è dotato è un semplice bidone di metallo. La tribalità della musica che ne scaturisce, che a volte rincorre la forma canzone, è tanto arcaica quanto futuristica, post-atomica e artigianale.

Per questo il suono degli Hardcore Tamburo si può definire come “primitivo industriale”.

Il numero dei componenti del progetto varia in base alle situazioni, è quindi modulare. Sabato al Mumble Rumble saranno sul palco con ben sette elementi.

Negli Hardcore Tamburo militano alcuni batteristi noti nel panorama della musica indipendente italiana. Non si conoscono però i loro volti ed i loro nomi, ogni componente ha un numero identificativo ed è con quel numero che ognuno viene riconosciuto.

Il progetto nasce dalle ceneri del post-punk e della new wave ma guarda anche all’attualità di un certo tipo di alienazione elettronica.
Difficile trovare paralleli agli Hardcore Tamburo, ma Einstürzende Neubauten, Les Tambours du Bronx e Kraftwerk sono buoni punti di
riferimento indicativi.

Hard Core Tamburo
“KLEINER MANN” TOUR 2013 La Tempesta dischi

15/03/13 Prato @ Black Out
16/03/13 Salerno @ Mumble Rumble
06/04/13 Rosà (VI) @ Vinile Club
12/04/13 Bologna @ Senza Filtro
24/04/13 Pescara @ Tipografia Club
27/04/13 Roncade (TV) @ New Age

Il primo disco degli Hard Core Tamburo, Kleiner Mann, uscito lo scorso 15 gennaio ha avuto subito un successo strepitoso con più di 2000 download dalla pagina de La Tempesta e con una caldissima accoglienza della critica.

RECENSIONI:
Le ritmiche primitive degli Hardcore tamburo

”Sick tamburo e Hardcore tamburo hanno ovviamente molto in comune. A partire da Gian Maria Accusani, passando poi per l’etichetta La Tempesta dischi, e poi per La canzone del rumore, brano già presente nell’album A.I.U.T.O. della band di Accusani ed Elisabetta Imelio. Kleiner Mann è un album che riprende (pari pari) le elettroniche claustrofobiche e ossessive dei primi due album dei Sick tamburo e le dà in pasto ad un collettivo di percussionisti che battono ripetutamente su un bidone di metallo. L’effetto potrebbe essere molto arcaico, tribale, quasi da danza sacra intorno al fuoco, se non fosse per l’effetto secco e metallico delle percussioni registrate nel disco. Ne risulta quindi l’opposto: un progetto che sa di industrial ed anche un po’ di futurismo. Un sound “primitivo industriale”, com’è stato definito dallo stesso collettivo di artisti. Il numero di componenti del progetto varia in base alle situazioni. Alcuni sono batteristi, anche importanti, della musica indipendente italiana, ma i loro volti e nomi non sono stati resi noti: ognuno di essi è riconoscibile soltanto da un numero identificativo (un po’ come i componenti degli Slipknot).
La voce di Accusani, rielaborata, intrisa di eco e mantenuta a livello basso nel mix, è un filo che unisce i brani. Qualche traccia è cantata in inglese, altre in tedesco, altre in italiano. Il cantato esce fuori dal mix verso metà album, nel già conosciuto brano La canzone del rumore, che come già accadeva in A.I.U.T.O. dei Sick tamburo, anche qui funge da chiave di lettura del disco e del progetto.
Tachicardia, claustrofobia, ansia, fisicità, adrenalina da animali primitivi e nevrosi tipiche dell’uomo moderno si fondono sapientemente in un album che apre il 2013 nel migliore dei modi. Ormai, nonostante le maschere, si sa con chi abbiamo a che fare: mai sottovalutare Gian Maria Accusani.” Marco Maresca www.asapfanzine.it

“Primitivo Industriale” è la definizione che loro stessi danno al loro genere e al loro stile: un collettivo di percussionisti, identificati solo da un numero, con la voce di Gian Maria Accusani (Prozac +, Sick tamburo) che canta in tre lingue diverse, sempre distorta e bassissima. Battono i ritmi su dei bidoni metallici mentre accompagnano beat scarni e cupi, creando un’atmosfera che fa venir voglia di passar la sera a ballare danze tribali. Eppure con tutti quegli effetti, tutta quell’elettronica, con la voce che sembra provenire da un tetro messaggio registrato in qualche tempo lontano, il cervello non può che collocarli nel futuro: un futuro inimmaginabile, che mescola il ritorno ai ritmi primitivi con il buio che aleggia nell’album, la tecnologia con l’animo umano più istintivo.
Full of You è martellante, Move and Fight è ipnotica, On The Road Again, cover dei Canned Heat, è persino orecchiabile (sebbene i richiami ai primi album di Marilyn Manson non lascino l’orecchio tranquillo), Gute Nacht riprende la musica elettronica di un grande passato europeo (si rifanno ai Kraftwerk sostengono loro stessi, senza sbagliare).
Tra le due tracce in italiano una è La Canzone del Rumore, cover dei Sick Tamburo, a cui il collettivo si lega in modo abbastanza chiaro, presente anche in download come special track in un ulteriore remix dove suonano accompagnati da un altro gruppo de La Tempesta, gli Aucan.
Battere su dei bidoni dà a chi suona una carica impressionante, è abbastanza facile da immaginare, e gli Hardcore Tamburo riescono a trasmetterla tutta all’ascoltatore: dal vivo l’effetto dovrebbe essere amplificato, motivo assolutamente sufficiente per cercare al più presto di sentirli sul palco; se le cose vanno come dovrebbero andare, come in fondo succede nell’album, deve essere un’esperienza abbastanza indimenticabile.” IMPATTO SONORO

“Siamo davanti ad uno dei progetti italiani più interessanti degli ultimi anni. Gli Hardcore Tamburo danno spazio alla loro anima “primitiva” e rumoristica ma non disdegnano di far emergere altri lati della loro musica e questo non fa che rafforzare la consistenza e le prospettive di questa formazione.” – SONOFMARKETING

“Come una bobina che si srotola in un vecchio cinema. Il film invece è uno di quelli moderni, con rapide variazioni che non capiamo del tutto, ma che ci piacciono sempre.
Una delle cose che ho imparato recentemente: ad ogni secondo di proiezione sullo schermo, corrispondono venticinque fotogrammi. Venticinque immagini ferme, identiche tra loro, che attraverso un movimento automatico come quello del cinematografo che gira spalancano ai nostri occhi il miracolo dell’azione.

“Kleiner mann”, primo album degli Hardcore Tamburo, risponde in maniera eccellente a questa logica. Suoni ripetuti, uguali a se stessi, come immobili fotogrammi che si susseguono, guidati dalla linea sonora rigida, quasi automatizzata delle percussioni industriali. Eppure ciò che ne risulta è uno scenario mobile frammentato in mille sequenze variabili, spezzoni di un film moderno che non capiamo del tutto, ma che ci piace come sempre.

La voce è, nella maggior parte dei pezzi, uno strumento come tanti altri. Nascosta tra sapienti distorsioni, il suo apporto consiste spesso nella reiterazione di un solo verso. È il caso di “Di sangue e sudore”, in cui i synth introducono i tamburi metallici e un vocalizzo costante incornicia le poche parole pronunciate da un io robotico per poi cedere il passo ad un’altra filastrocca oscura, quasi un invito ad unirsi alla setta dei sacerdoti del ritmo. In “Gute nacht” un burattinaio notturno guida schiere di addormentati contandone i passi uno ad uno sulla tabula rasa dei sogni. La loro meta: visioni meccaniche di manichini che danzano su basi dark electro. E ancora in “Full of you” l’ossessione è sovrana, un mantra maledetto sostenuto da martelli ipnotici. Solo oltre la metà del brano si stacca dal coro la distorsione selvaggia, quasi a voler perforare le pareti della scatola cranica per mostrare nuove visioni. E quelle visioni accennano inserti melodici che cullano l’ascoltatore fino a farlo precipitare, nuovamente e senza preavviso, nell’ombra.
Gli Hardcore Tamburo sono in questo senso gli Andy Warhol della musica, polemici riproduttori seriali di suoni.

Il pezzo più bello è “Cry”: il lamento di una chitarra introduce al regno dei tamburi privi di pietà sul cui dorso metallico precipitano colpi imperiosi e regolari con l’infamia di un pianto a dirotto.

E da quel pianto, gli Hardcore Tamburo sanno ricavare canzoni che non sono davvero canzoni. “Kleiner mann” è la raccolta di nove sezioni di un cuore devastato da esplosioni atomiche. Una richiesta di aiuto e, allo stesso tempo, un rifugio sicuro nell’autismo emozionale del sempre identico, del sempre uguale a se stesso.”

ALBUM DEL GIORNO / LA TEMPESTA DISCHI
di Roberta D’Orazio www.rockit.it

“Dovevano chiamarsi Sick Tamburo inizialmente, ma secondo Elisabetta l’immagine del “tamburo malato” era l’ideale per il progetto di Mr Man, Boom Girl, String Face e Doc. Eye.
Gian Maria allora decide di dare un nuovo nome alla forma di vita nata guardando al futuro con la volontà di andare a scoprire il primitivo: così nascono gli Hardcore Tamburo.
Un collettivo di percussionisti della scena indie senza identità dediti al noise, all’industrial, all’elettronica e alla ricerca della brutalità primitiva con il lavoro svolto sulle percussioni, un incedere tribale che rende il tutto decisamente straniante.
Gli Hardcore Tamburo non sono solo ritmiche ossessive e ritorno alla quella primitività percussionistica.
“Kleiner Mann” non è stato concepito come un disco per un’accolita di fedeli dediti alle percussioni, anzi, il lato percussionistico del lavoro è quello che salta subito all’orecchio, ma il collettivo non si ferma lì. C’è ben altro: le percussioni creano solo il tappeto e il mood su cui far uscire dei brani che mescolano industrial, post-punk, elettronica e addirittura sprazzi di pop psichedelico.
È un’opera fondamentalmente coraggiosa: quello che gli Hardcore hanno affrontato è un territorio dove è facile toccare la banalità.
Un disco che si divide fra battiti primordiali e sospensioni ultraterrene; un lavoro per nostalgici, amanti della nuova elettronica e non solo.”
Franco Galato www.freakoutmagazine.it

“Uomo Piccolo” è la traduzione dal tedesco del primo lavoro degli italianissimi Hardcore Tamburo, uscito a metà gennaio per La Tempesta Dischi; l’album è in free download e lo potete avere al “prezzo” di un “mi piace” su facebook o di un tweet sulle pagine ufficiali del gruppo. Gli Hardcore Tamburo sono un collettivo di diversi percussionisti che, celando la loro identità dietro ad un passamontagna nero, suonano bidoni di metallo (sì bidoni, come quelli che si trovano dai benzinai o nei negozi di vernici industriali) su basi di elettronica minimalistica con un cantato cadenzato e ipnotico in inglese, italiano e tedesco. “Il nostro è un mix di elettronica e percussione industriale” dice Gian Maria Accusani, storico membro dei Prozac+ e dei più recenti Sick Tamburo, che è il fondatore di questo interessante “progetto aperto” di elettronica primitivo-industriale che raccoglie una ventina di diversi batteristi di gruppi più o meno celebri del panorama musicale italiano. Le nove tracce del disco da Full of You a HTC Single scorrono rapide ma, cosa rara per un disco di elettronica, ogni traccia ha una sua peculiarità pur mantenendo un chiaro “timbro di fabbrica HTC”; Il tutto rende Kleiner Mann un buon album che non annoia neanche al secondo o terzo ascolto. Il mio auspicio è che a “Uomo Piccolo” possa seguire un “fratellino maggiore” e che il progetto non vada ad esaurirsi con questo buon album d’esordio.”
Fabio Bifio Siviero
www.outsidersmusica.it

INTERVISTA:
È uscito «Kleiner Mann» (La Tempesta Dischi) il primo disco degli Hardcore Tamburo. Disponibile in streaming sul sito di Rockit e in free download sul sito della Tempesta.
Hardcore Tamburo è un collettivo di batteristi e percussionisti, lo strumento di cui ogni musicista è dotato è un semplice bidone di metallo; Einstürzende Neubauten, Les Tambours du Bronx e Kraftwerk sono punti di riferimento indicativi.
Dall’ascolto dell’album è facile riconoscere una voce nota (e dedurre la paternità del progetto): quella di Gianmaria Accusani (Sick Tamburo, Prozac+). Che ha deciso, però, di non confermare ufficialmente e nascondersi dietro un passamontagna, come tutti i componenti del progetto. «Ufficialmente non sveliamo la nostra identità. Io sono quello che ha messo in piedi il progetto e mi faccio identificare come il Numero1. Ciascuno di noi è identificato da un numero progressivo. Questo succede anche perché i componenti variano. Ho sempre avuto il pallino delle percussioni industriali mescolate all’elettronica un po’ alla Kraftwerk, avrei voluto fare un disco così già da 15 anni almeno e non ho mai potuto farlo per mancanza di tempo».
La parentela con i Sick Tamburo è comunque evidente.
«Certamente. Dalla voce in alcuni pezzi e dalla scelta di indossare i passamontagna. Gli elementi ci sono».
Dove nasce il progetto?
«Nasce a Pordenone ma è un gruppo aperto. Quando abbiamo cominciato a fare i primi concerti magari suonavamo con qualche gruppo italiano anche abbastanza famoso, il batterista della band ci vedeva, gli piacevamo e decideva di unirsi a noi. Quindi dentro ci sono anche batteristi di progetti abbastanza conosciuti. Non sempre siamo la stessa formazione. C’è un nucleo base pordenonese. Poi dal vivo possiamo essere 7-8 ma c’è una rosa di almeno 15 persone».
Differenze tra live e disco?
«I concerti hanno un po’ più di componente di bidone, quindi industriale. Però è riprodotto abbastanza fedelmente su disco, abbiamo cercato solo di rendere il suono un po’ più fruibile».
È previsto un videoclip?
«Abbiamo registrato 10 video teaser, uno per ogni pezzo del disco. Due sono già visibili. Ci sarà un video ufficiale che dovrebbe uscire la prossima settimana in esclusiva sul sito di XL. E tra due o tre settimane uscirà un video di un pezzo non presente nel disco: la versione degli Aucan de “La Canzone del Rumore”».
Come saranno i concerti?
«L’essenza degli HC Tamburo è quella live. La parte visiva è il 50%. Lavoriamo su campioni elettronici che sono un po’ le basi del disco più tutte le parti percussive suonate lì. Puntiamo sull’ossessività del ritmo, la coralità e la precisione. Qualcuno ci ha scritto: “Se i Kraftwerk avessero avuto i bidoni di benzina anziché i synth, avrebbero fatto come voi”. Questo commento ci descrive bene. ».
Elisa Russo, Il Piccolo 16 Gennaio 2013

Ora, la Piccola Orchestra Urbana, è pronta a lasciare le stanze della sala registrazione per lanciarsi in un tour che la porterà a percorre tutta l’Italia.

Gli Hardcore Tamburo non si fanno mai vedere se non ai concerti. Sono disponibili per eventuali interviste solo via internet all’indirizzo hardcoretamburo@gmail.com

informazioni:
tel. 340.1636979
www.terrenote.it
associazionesatori@gmail.com
www.facebook.com/terrenote

media partner:
www.rednest.org

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