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Father Murphy w/ Spettro Family

  • Date:2016-04-02
  • Time:21:00
  • Location: MumbleRumble, Salerno
  •  Info

NO PROJECT presenta
Sabato 2 aprile 2016 – ore 21.30

FATHER MURPHY

opening

SPETTRO FAMILY

live at MUMBLE RUMBLE
Via Vincenzo Loria 35, Salerno

aftershow djset by Alessandra Safiria
Gothic Rock / New Wave /Post Punk/Deathrock

INGRESSO: 10 EURO

info concerto:
mr.valiant@alice.it
3404583344 (Marco)

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FATHER MURPHY
Father Murphy suona come il senso di colpa cattolico. Una spirale discendente che mira verso il fondo e poi ancora più in giù. I loro live sono riti infuocati, liturgie trasognanti e inesorabili che non possono lasciare indifferenti. La band, composta da Freddie Murphy e Chiara Lee, negli anni è diventata la più misteriosa ed enigmatica entità musicale italiana, parte di quella scena che è definita come “psichedelia occulta italiana”.
Il loro suono è stato caratterizzato, nei primi anni di vita, da repentini cambi di stile, associabili più al seguire una sorta di piano predeterminato, quasi una predestinazione, che al mero esercizio stilistico. E quindi, ecco la psichedelia acustica e irridente figlia del Barrett solista, quanto la follia ludica dei primi Os Mutantes, mixati dall’ironia del buon John Lydon, nei primi lavori come “Six musicians gettin unknown” e “I saw seven horns rising up from the sea when a rooster sang for the third time”.
Dopo un’intensa attività live, in Italia quanto in Europa, i vari passaggi radiofonici, le prime recensioni e interviste, il cammino del gruppo si compie quindi non tanto nell’ortodossia musicale, ma in una pura e ritrovata furia eretica, dove eresia è però usata nel suo significato primario, ovvero scelta, capacità di scelta. Ed ecco “…and he told us to turn to the sun”, concept album sull’eresia (uscito in Europa, negli Usa e in Giappone), presentato dal vivo in Italia, Germania, Olanda, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Francia, Svizzera, Inghilterra, Scozia, Stati Uniti, che è valso alla band anche le lodi sperticate dell’arcidruido Julian Cope, nonchè di Michael Gira e di John Dieterich dei Deerhoof (che li han voluti al Sonic City Festival in Belgio, festival da loro curato) e l’interesse di riviste come The Wire, NME, Financial Times, Uncut, Mucchio Selvaggio, Blow Up. Nel settembre 2010 è quindi uscito un nuovo capitolo di questa leggenda, quattro nuove tracce indirizzate ad un misticismo scuro, devoto al concetto di preghiera/lamento intesa come suono reiterato, continuo, comunque contraddistinto da una forte quanto necessaria dose di autoironia. Un nuovo EP dal titolo “No room for the weak”, che ottiene ancora ottimi consensi dalla stampa italiana e estera. Per presentare la nuova uscita Father Murphy hanno sostenuto una tournée di 137 concerti in un solo anno, arrivando ad essere la prima band italiana ad essere invitata al Pop Montreal Festival; la band riesce per la prima volta a suonare anche in Scandinavia e in Polonia, fino ad essere voluta all’interno dello S.K.I.F. festival di San Pietroburgo. Il successivo disco, dal titolo “Anyway your children will deny it”, oltre ad essere ottimamente recensito dalla critica (fra i 50 migliori album del 2012 secondo il magazine inglese Rock-a-Rolla e tra i 10 dischi da conoscere assolutamente secondo XL), vede la band partire per un tour di cinque mesi, di 115 date, tra cui sette settimane di spalla a Xiu Xiu e Dirty Beaches in USA e Canada. A gennaio 2014 i Father Murphy presentano un nuovo ep, dedicato al tema del fallimento “Pain is on our side now”. I brani sono assolutamente spiazzanti anche per chi è abituato ai folli cambi di marcia e stile del duo, tra dronanti memorie krautrock, orchestrazioni maestose o spettralmente chiesastiche, cori deliranti e misteriose declamazioni su rombanti grovigli avant-noise. Insomma una miscela del tutto inclassificabile e fuori dal coro, come se ne trova sempre più di rado. Nel 2015 pubblicano “Croce”, per l’americana The Flenser, seguito dal 10” Lamentations: ennesima esplorazione del Reverendo Murphy e Chiara Lee nei meandri più bui dell’esperienza umana, un viaggio spaziotemporale avvolto in una coltre di drones e rumore ed in cui, di tanto in tanto, fanno capolino squarci di luce e melodia.

http://fathermurphy.org/
https://www.facebook.com/fathermurphyband/

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SPETTRO FAMILY
Presenze ectoplasmiche, incubi in bianco e nero, progressioni melodiche di synth impolverati e coperti di ragnatele; elettronica minimale a servizio dell’immaginazione più tormentata e oscura; sonorità gotiche e transilvaniche. Passaggi lugubri e ossessioni da reparto psichiatrico, goblinerie assortite, soundtrack per malinconici b-movie, lande decadenti e polverose. Un losco figuro mascherato armeggia sulla tastiera con movimenti minimali e flemmatici, come fosse un abominevole Dr. Phibes ancora pù spaventosamente weird.
Spettro Family è il progetto horror-electronics nato nel 2008 dalla mente del salernitano Stefano Iannone aka Steve Spettro. Nome di punta dell’Italian Occult Psychedelia, ha pubblicato con numerose etichette discografiche sia italiane (Vade Retro Records, label da lui stesso fondata) che straniere (le americane Brave Mysteries, Black Horizons e Prison Tatt Records, la tedesca Tut Rur e la svizzera Edgr), esibendosi in alcune delle venue più rinomate europee e statunitensi.

“Nell’ambito dell’underground nostrano più occulto Spettro Family è materiale da esportazione. Non solo per una sua uscita (“Candelora”) sulla Brave Mysteries di Burial Hex, ma per l’immaginario che è riuscito a costruire intorno alla sua musica. Quella di Stefano Iannone è un’iconografia sonora originale, costruita su riferimenti legati alla tradizione progressive italiana, alle colonne sonore degli spaghetti horror anni Settanta, ma non solo: il suo approccio meta-musicale sfocia in territori antropologici, e va a toccare miti e rituali di cui è possibile leggere nei libri di un Ernesto de Martino. Ne è venuto fuori un discorso affascinante e misterico oltre che quintessenzialmente Italiano.”
Antonio Ciarletta (Blow Up)

http://spettrofamily.bandcamp.com/
https://www.facebook.com/vade.retro.5

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