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Events

Amaury Cambuzat live

  • Date:2019-12-21
  • Time:21.30
  • Location: Salerno, Italia
  • Venue: Piccolo Teatro Porta Catenavia Porta Catena, 60
  •  Info

Sabato 21 dicembre 2019, presso il Piccolo Teatro Porta Catena (nel cuore del centro storico di Salerno), dalle 21.30

Mumble Rumble, Satori Comunicazioni e OHMe presentano

I Feel Like a Bombed Cathedral

il nuovo ed esplosivo live set del francese Amaury Cambuzat, leader degli Ulan Bator (ospiti nel 2005 del circolo Mumble Rumble).

Attiva già la prevendita per la celebrazione salernitana dell’ eclettico musicista ed artista visionario.

Info e prevendita : 3496352159 Benny | 3881521066 Angie | 3319150963 Paolo |

I FEEL LIKE A BOMBED CATHEDRAL nasce da un bisogno di libertà espressiva, dalla voglia di rimettersi in gioco, ripartendo da dove per lui inizio tutto, venticinque anni fa a Parigi, in modo autentico. Si tratta di musica improvvisata in stile dark-ambient, contemporanea, drone, cinematografica, kraut, sperimentale, ripetitiva, post-rock o ancora Avant-Garde, nella quale il suono e le atmosfere vengono create al momento con la chitarra elettrica e effetti a pedale, senza uso di campionamenti o elementi pre-registrati, con una punta di elettronica. Tutte le registrazione vengono effettuate in presa diretta presso il suo studio ribattezzato « the cathedral ». Un vero e proprio laboratorio creativo che ha spinto Amaury a pubblicare, fuori della produzione discografiche, le sue « Inside the cathedral » sessions visibile sul suo canale YouTubeTutte quelle sessions verranno poi caricate anche in formato audio sul suo portale SoundCloud. Con questo ambizioso progetto, Amaury ricerca la massima libertà espressiva, usa la sua strumentazione accuratamente scelta, tale il pittore la sua tavolozza di colori, finché non arriva a una totale libertà creativa che li possa permettere, nel miglior dei casi, di raggiungere uno stato di trance. Un ritorno primitivo che, secondo lui e aldilà dei generi musicali, deve essere la Musica intesa come « pura » dove il musicista è soltanto un vettore attraverso quale passano energie.  I FEEL LIKE A BOMBED CATHEDRAL prevede l’uscita di più dischi su etichette internazionali. Un primo disco REC.REQUIEM vedrà la luce il 06 April 2019 per l’etichetta Fiorentina Dio Drone, seguito poco dopo da un secondo album intitolato AmOrtH che uscirà a fine maggio per l’etichetta Inglese Dirter PromotionsREC.REQUIEM è il frutto di una lunga ricerca di suoni con la chitarra elettrica più l’uso di effetti principalmente analogici. Un album principalmente costruito intorno al suo approccio eccezionale con lo strumento, interamente registrato in presa diretta.REC.REQUIEM, tale una « sinfonia incandescente », potrebbe essere il ponte tra la musica contemporanea e quella odierna denominata dark-ambient-noise o ancora drone. Un disco carico di suoni che durante l’ascolto si materializzano per poi trasformarsi in un vero magma sonoro.

 

Amaury Cambuzat
La voglia di essere se stessi
Amaury Cambuzat, eclettico musicista ed artista visionario, nonché nome storico del panorama del rock europeo.
Leader della seminale band francese post-rock ULAN BATOR, fondata nel 1993, e chitarrista della leggendaria band Tedesca, i Faust.
Cugino di François-Régis Cambuzat leader della band Putan Club(ospiti e amici di lunga data del circolo MumbleRumble).

Il leader della band francese, Amaury Cambuzat, ha attraversato, come impavido corsaro del suono, alcune tra le formazioni più importanti della scena sperimentale e d’avanguardia del vecchio continente, come i tedeschi Faust, pilastri portanti del rock progressive di matrice teutonica.  Lui, francese naturalizzato italiano, vive felice gli anni della sua maturità, umana e artistica, in una Italia che è, a suo dire, il luogo ideale per chi ha deciso di “vivere per vivere”: parlare, relazionarsi con la gente, fare la propria musica ed esprimersi in un tessuto sociale notoriamente votato alla pluralità. E i francesi? La Francia è oggi, sempre a detta di Cambuzat, un paese dove anime come la sua non trovano più una vera ragion d’essere, dove “chiunque è un piccolo Sarkozy”. E certo, questo paga: paga in politica estera, paga nell’ immagine che il mondo ha di un paese che ancora sa di contare e che fa pesare la sua posizione negli assetti geopolitici internazionali. Ma la vita? La vita, quella vera, Amaury sa di averla trovata nel paese della commedia dell’arte e del neorealismo, di Morricone (a suo dire il più grande compositore esistente) e Sorrentino, regista per il quale Cambuzat fa un “tifo incondizionato”: piacciano o meno i suoi film (per lui il vero capolavoro, meritevole di premio Oscar, non è ‘La grande bellezza’ ma ‘This must be the place’) è un ricercatore e un visionario, un’eccezione nel panorama cinematografico internazionale. E la musica? Ai concerti con la sua band storica affianca l’attività da solista, un’attività che lo vede intransigentemente orientato verso scelte poco o per nulla negoziabili: nessuna etichetta ma solo tanti entusiasti finanziatori privati, via crowdfounding, per l’ultimo dei suoi lavori, il già menzionato Amaury Cambuzat Plays Ulan Bator, un album accompagnato da un libro di suoi stessi disegni evocativi dei testi: “E’ un lavoro composto da dieci dei brani degli Ulan Bator riproposti in chiave acustica – mi dice Amaury -. Un disco intimo sicuramente più adatto a chi segue già il gruppo, ma anche abbastanza rappresentativo per scoprire la mia musica”. Musica dove la parola ‘indipendente‘ non è una semplice etichetta appiccicata e posticcia utile solo a creare un brand, rientrare in una certa corrente e infine vendere qualche copia in più: musica dove il concetto di indipendenza è colonna portante, essenza viva di una produzione che è prima ancora vera espressione artistica. “La chiave acustica inoltre mi ha permesso, con arrangiamenti nuovi, di raggiungere dal vivo i più giovani che non avevano avuto ancora l’opportunità di sentire gli Ulan Bator” dice Amaury.  Scoprire una persona sinceramente e autenticamente interessata a ogni genere di argomento (non solo musica e cinema ma tanta politica e altrettanta filosofia: “Com’è possibile che gente come Platone migliaia di anni fa aveva già capito tutto? E come può questa Europa pensarsi davvero senza la Grecia, con tutto ciò che la Grecia esprime e significa nel nostro contesto continentale? La vita non è solo economia”), scopriamo anche un estimatore sia del Battiato sperimentale degli anni Settanta che di quello successivamente pop, finanche nelle sue storiche collaborazioni con Alice. Un artista vero.

Ora l’eclettico e visionario musicista, si rimette in gioco ed espande i propri orizzonti sconfinando con il suo nuovo progetto strumentale : I FEEL LIKE A BOMBED CATHEDRAL.
I FEEL LIKE A BOMBED CATHEDRAL nasce da un bisogno di libertà espressiva, dalla voglia di rimettersi in gioco ripartendo da dove per lui inizio tutto, venticinque anni fa a Parigi, in modo autentico. Si tratta di musica improvvisata in stile dark-ambient, contemporanea, drone, cinematografica, kraut, sperimentale, ripetitiva, post-rock o ancora Avant-Garde, nella quale il suono e le atmosfere vengono create al momento con la chitarra elettrica e effetti a pedale, senza uso di campionamenti o elementi pre-registrati, con una punta di elettronica. Tutte le registrazione vengono effettuate in presa diretta presso il suo studio ribattezzato «The Cathedral ». Un vero e proprio laboratorio creativo che ha spinto Amaury a pubblicare, fuori della produzione discografiche, le sue « Inside the cathedral » sessions visibile sul suo canale YouTube. Con questo ambizioso progetto, Amaury ricerca la massima libertà espressiva, usa la sua strumentazione accuratamente scelta, tale il pittore la sua tavolozza di colori, finché non arriva a una totale libertà creativa che li possa permettere, nel miglior dei casi, di raggiungere uno stato di trance. Un ritorno primitivo che, secondo lui e aldilà dei generi musicali, deve essere la Musica intesa come « pura » dove il musicista è soltanto un vettore attraverso quale passano energie.

WEBSITE: https://ifeellikeabc.wixsite.com/ifeellikeabcathedral
Debut album « rec.requiem » on CD – Dio Drone (IT), April 2019.
Second album « AmOrtH » on CD – Dirter Promotions (UK), June 2019.


Trentasei anni e non li dimostra. Il MumbleRumble è lì in via Loria, di fronte alla scuola media Monterisi, dal 1983.

L’Associazione dal 1984 è un circolo della rete Arci, pertanto l’ingresso è riservato ai Soci. Il Circolo MumbleRumble è il posto che dà rifugio ai “folli” di questa città. Dal 1983 ad oggi, tutti,
a partire dai soci fondatori, hanno creato un rifugio in cui ci si può sentire indipendenti. Ancora oggi, dopo tutti questi anni, siamo ancora un punto di riferimento per i professionisti e tutti gli appassionati del mondo della musica.

“Comincio a guardarmi attorno, do le spalle al banco del bar, di fronte le pareti sono ricche di manifesti del passato, rassegne musicali organizzate dal club, serate, grandi quadri ispirati a protagonisti della musica, un pianoforte e un tavolo con due piatti che serviranno ai djs per le loro performance.” […] – Michele Schiavino

“Il circolo era il punto di riferimento di ogni musicista della zona. Tutti in qualche modo erano passati di là. Si chiamava “Mumble Rumble” e rappresentava letteralmente il “Pensiero Azione” della comunità intera della zona orientale della città. Anni ed anni per capire come pronunciare le due parole, ma alla fine tutti lo chiamano il “circolo”.[…] Il circolo era tutto per i musicisti, era il posto dove discutere, studiare, sfidarsi. Era il posto dove le idee circolavano gratis ed era molto difficile farle passare oltre il confine del centro cittadino. Le idee si sa sono scomode oggi come allora. Il “circolo” partendo da una cultura jazz/blues era riuscito a creare situazioni straordinarie, musicisti di ogni tipo, razza, cultura ed ispirazione. Il circolo aveva creato dei mostri per la città. Il circolo era la città dal punto di vista artistico. Di conseguenza la zona orientale della città era a tutti gli effetti la zona orientale del circolo.[…] Il circolo era stato occupato. Era una palestra, sporca. Sporca ed abbandonata. Il circolo non era più di nessuno quando fu occupato. Ora era solo di chi lo occupava. Ma il circolo era la città e chi abitava la città abitava il circolo. Una fusione perfetta tra cultura e civiltà. Gli unici rapporti che continuavano ad esistere erano semplicemente quelli creati con le jam session. E se qualche volta queste venivano registrate avevano il senso dell’eternità. Si perché la musica sfugge, le improvvisazioni sono attimi di vita reale. Le improvvisazioni sono come le nuvole, hanno quell’aspetto solo per un istante e niente più. La musica scappa da chi la crea, la musica non riusciva ad essere intrappolata nella città e quindi nel circolo.[…]Il circolo aveva una sala concerti di tutto rispetto. Un impianto da 500W perfettamente funzionante. Un mixer 32 canali con un suono cristallino e definito. Degno dei migliori locali europei e dei migliori fonici affermati. Non era certo questo che spingeva le persone a suonare al circolo, ma quell’atmosfera che da sempre è riuscito a regalare ai suoi ospiti. Un’atmosfera elettrica, carica e frizzante. Un’atmosfera ispiratrice e complice di grosse creazioni a volte lasciate volare via nel nulla.[…]Il circolo aveva una scuola di musica di tutto rispetto. Professionale e sociale. La musica per tutti e tutti per la musica. La sala dove una volta si tenevano le lezioni di chitarra era tappezzata di amplificatori. Un vecchio Roland, che poi ha guadagnato il posto d’onore sul palco, di coloro grigio metallizzato regnava sovrano da circa 20 anni. Ci hanno suonato un pò tutti, bassisti e chitarristi. Bravi, talentuosi e negati (o cani come si osava dire). Sì, in realtà ogni musicista del circolo aveva la sua nomea. Ogni musicista aveva la sua etichetta. Esistevano così gli intoccabili e quelli che potevano essere derisi. Tutto dipendeva da quello che avevi dimostrato al “crocicchio”. Tutto dipendeva da quello che sapevi fare nel campo del blues e del jazz. Il resto, almeno per i primi tempi, era eresia.[…]” – Indie by Max Maffia


L’Associazione Culturale Satori Comunicazioni nasce per diffondere la cultura musicale nel mondo giovanile e non solo, ampliare la conoscenza della cultura musicale, letteraria ed artistica in genere, attraverso contatti fra persone, enti ed associazioni. Il nostro scopo è mettere in contatto gli operatori in campo musicale affinché sappiano trasmettere l’amore per la cultura musicale ed artistica come un bene per la persona ed un valore sociale, ci proponiamo come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente. Satori, in termini psicologici, è un oltre i confini dell’Io. Da un punto di vista logico è scorgere la sintesi dell’affermazione e della negazione, in termini metafisici è afferrare intuitivamente che l’essere è il divenire e il divenire è l’essere. Il significato letterale della parola è “comprendere”. Il Satori è uno stato d’illuminazione profonda e duratura.


 

OHMe è un gioco di parole e nasce dall’unione di due termini: OHM e HOME.L’obiettivo è quello di essere una “casa” della musica sul territorio (home), ma al tempo stesso è un’operazione di “resistenza” (OHM) ed innovazione culturale e musicale, una scossa di energia che vi porta al “corrente” del meglio che la musica di oggi propone.

 

 

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