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•TERZO PIANO• interview| for Pueblo Fest

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“Il loro indie-rock con venature cantautorali ed elettroniche è ben concepito, ben suonato, ben cantato e ben prodotto, suona tormentato e all’inseguimento di una cifra personale” (Rockit)

-Perchè Terzo Piano?

“Il nome nasce in modo semplice e spontaneo dal fatto che la prima “sala prove” dove tre ragazzi, fondatori in seguito della band, iniziarono a strimpellare qualcosa insieme  proprio dal terzo piano di un’abitazione.”

-In che genere fareste rientrare la vostra musica?

“Generalmente non amiamo catalogare la nostra musica con un’etichetta ben definita, anzi in questo senso godiamo della libertà di non essere “legati” ad un determinato genere musicale. Ci piace molto confrontarci con un pubblico che spesso ci attribuisce influenze che non pensavamo di avere. Detto ciò semplicemente si può dire che siamo una band dalle attitudini rock con sonorità elettroniche.”

-Cosa vuol dire per voi fare musica?

“Il fare musica ha un valore soggettivo ed ognuno di noi risponderebbe in modo specifico e differente dall’altro, ma la cosa che accomuna la band è la volontà di incanalare la nostra creatività e ciò che abbiamo da dire in un messaggio usando come mezzo, ovviamente, la musica.”

-Che tipo di difficoltà incontrano le band emergenti nel coltivare la propria passione?

“Il discorso sulle difficoltà che band emergenti incontrano è giustamente uno dei più inflazionati. Senza scadere nella retorica pensiamo che è innegabile constatare che ci siano svariati ostacoli da abbattere per emergere in questo mondo, sia a livello economico, di supporto e sia di vere e proprie opportunità. In particolare su un territorio “complesso” come quello campano, ed è per questo che partecipiamo volentieri e ci teniamo a ringraziare manifestazioni come il “Pueblo Fest” che ogni tanto portano una ventata di novità e visibilità anche dalle nostre parti. In ogni caso sono ostacoli che nel nostro Paese si riscontrano in quasi tutti i livelli soprattutto se devi partire dal basso e farti un nome da solo ma noi nel nostro piccolo ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti.”

-Qual’è la cosa più strana, divertente o assurda che vi è capitato di fare o vedere durante un concerto?

“Di cose strane e assurde ne succedono davvero tante soprattutto in tour. Una delle avventure più particolari fu quando suonammo in un locale nel nord Italia ed alloggiamo per la notte in un bordello trans.”

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